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Giordano: La cura di cavallo, rischia di ammazzare il cavallo. Adiconsum chiede al Governo Monti di agire su 10 punti, a partire dalle liberalizzazioni fino all’eliminazione degli Enti inutili. Province e Consigli di Amministrazioni da rivedere.
In vista delle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio, l’Ufficio Elettorale del Comune di Verona invita i cittadini a controllare la propria tessera elettorale, per verificarne la validità. Infatti i cittadini che dal 2001 hanno votato in tutte le 18 tornate elettorali e referendarie che si sono svolte, non possono più utilizzare la tessera [...]
Il ministro Giarda aveva annunciato che le spese dei ministeri sarebbero diminuite di 13 miliardi di euro tra il 2012 e il 2013 passando da 352 a 339 miliardi. Ora si ipotizza che i miliardi siano 4 o 5 e già si dice che l’aumento dell’Iva non potrà essere evitato. Ogni qualvolta si accenna a tagli alla spesa pubblica ecco che subito si materializzano ostacoli insormontabili.
Nella manovra – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – manca un pilastro fondamentale: l’equità. Purtroppo, anche in questa manovra, continuano a pagare soprattutto i “soliti noti”. Condividi questo contenuto:
Miliardi di euro di utenze domestiche non pagate dai consumatori, tassazione diretta ed indiretta oltre il 50%, primato europeo di disoccupazione giovanile. È questo il quadro del Paese Italia. Condividi questo contenuto:
Il risanamento dei conti pubblici – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – non è ormai più rinviabile, ma non possono continuare a pagare il dissesto e la crisi economica sempre e solo “i soliti noti”. Bene alcune dichiarazioni del Ministro Tremonti, inaccettabili invece quelle che vanno a colpire i lavoratori dipendenti. Condividi questo contenuto:
Il Senato si appresta a votare il disegno di legge sulle intercettazioni, disegno che potrebbe comportare forti limitazioni al diritto di cronaca, avendo anche ricadute sulle possibilità di azione della magistratura. Non è un’esagerazione allarmistica quella di sostenere che questa nuova legge potrebbe ledere la trasparenza democratica in Italia.
Anche i cittadini veronesi hanno dimostrato di essere favorevoli alla gestione collettiva del servizio idrico e contrari all’ingresso di imprese private nel controllo del bene comune acqua. Il Comitato Acqua Bene Comune dal 24 aprile ha iniziato a Verona la raccolta delle adesioni firme per indire il referendum contro la privatizzazione della gestione dell’acqua.
Sabato 26 giugno si è conclusa la campagna cittadina con due punti di raccolta firme in via Cappello presieduti dai componenti del Comitato.
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